Archivio per la categoria ‘poetry’

Transumanar e organizzar

Pubblicato: 24 settembre 2013 in poetry

[…] oh sfortu­nata generazione / piangerai, ma di lacrime senza vita / perché forse / non saprai neanche riandare / a ciò che non avendo avuto non hai neanche perdu­to: / povera generazione calvinista co­me alle origini della borghesia / fan­ciullescamente pragmatica, pueril­mente attiva / tu hai cercato salvezza nell’organizzazione / (che non può al­tro produrre che altra organizzazione) / e hai passato i giorni della gioventù / parlando il linguaggio della democrazia bu­rocratica / non uscen­do mai della ripetizio­ne delle formule […]

Pasolini, tratto da Trasumanar e organizzar

Wish you were here

Pubblicato: 14 ottobre 2011 in poetry

So, so you think you can tell
Heaven from Hell,
Blue skys from pain.
Can you tell a green field
From a cold steel rail?
A smile from a veil?
Do you think you can tell?

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Sopra il ritratto di una bella donna

Pubblicato: 1 febbraio 2009 in poetry

Tal fosti: or qui sotterra
Polve e scheletro sei. Su l’ossa e il fango
Immobilmente collocato invano,
Muto, mirando dell’etadi il volo,
Sta, di memoria solo
E di dolor custode, il simulacro
Della scorsa beltà. Quel dolce sguardo,
Che tremar fe, se, come or sembra, immoto
In altrui s’affisò; quel labbro, ond’alto
Par, come d’urna piena,
Traboccare il piacer; quel collo, cinto
Già di desio; quell’amorosa mano,
Che spesso, ove fu porta,
Sentì gelida far la man che strinse;
E il seno, onde la gente
Visibilmente di pallor si tinse,
Furo alcun tempo: or fango
Ed ossa sei: la vista
Vituperosa e trista un sasso asconde.

Così riduce il fato
Qual sembianza fra noi parve più viva
Immagine del ciel. Misterio eterno
Dell’esser nostro. Oggi d’eccelsi, immensi
Pensieri e sensi inenarrabil fonte,
Beltà grandeggia, e pare,
Quale splendor vibrato
Da natura immortal su queste arene,
Di sovrumani fati,
Di fortunati regni e d’aurei mondi
Segno e sicura spene
Dare al mortale stato:
Diman, per lieve forza,
Sozzo a vedere, abominoso, abbietto
Divien quel che fu dianzi
Quasi angelico aspetto,
E dalle menti insieme
Quel che da lui moveva
Ammirabil concetto, si dilegua.

Desiderii infiniti
E visioni altere
Crea nel vago pensiere,
Per natural virtù, dotto concento;
Onde per mar delizioso, arcano
Erra lo spirto umano,
Quasi come a diporto
Ardito notator per l’Oceano:
Ma se un discorde accento
Fere l’orecchio, in nulla
Torna quel paradiso in un momento.

Natura umana, or come,
Se frale in tutto e vile,
Se polve ed ombra sei, tant’alto senti?
Se in parte anco gentile,
Come i più degni tuoi moti e pensieri
Son così di leggeri
Da sì basse cagioni e desti e spenti?

(Giacomo Leopardi, Sopra il ritratto di una bella donna scolpito nel monumento sepolcrale della medesima)