Te Deum

Pubblicato: 28 dicembre 2013 in people, religion

Dio, ti ringrazio per tutte le volte in cui quest’anno che è passato non ho funzionato. Per quando sono stata di cattivo umore, offesa, triste, arrabbiata, inadeguata, malevola. Ti ringrazio perché non è stato un caso, una malaugurata coincidenza o un inciampo. Il problema è che io proprio non funziono bene. Ho un difetto di fabbricazione, qualcosa all’origine, ma ormai, come dice mio marito, mi è scaduta la garanzia, e dovrò vedere di combinare qualcosa lo stesso, con quello che ho. Dovrò cucinare con quello che c’è in frigo, e vedere di tirarne fuori un piatto decente. Ti ringrazio perché il mio non funzionare mi ricorda cosa vuol dire che tu sei il Salvatore. Vuol dire che tu non sei una ciliegina sulla mia torta, ma sei proprio la torta, colui che ci fa vivere, essere felici. Ti ringrazio perché ho atteso questo Natale al grido di arrivano i nostri, come chi sta sull’orlo di un precipizio, ed ha bisogno, un bisogno vero e vitale di essere salvato.

Ti ringrazio per le mie fisse, le mie ossessioni, le mie stramberie. Ti ringrazio per i pensieri bassi, stupidi, inutili che il mio mondo interiore produce a ciclo continuo (ne ho anche da esportare, se a qualcuno dovessero difettare). Ti ringrazio perché mi costringono a distogliere lo sguardo da me stessa, e a fissarlo su di te, se non voglio morire di disgusto. Ti ringrazio per le emozioni incontrollabili e pazze che ogni tanto vorrebbero prendere il comando della barca, e ti ringrazio perché solo con te – con quel po’ di preghiera che riesco ad accozzare, col tuo stesso corpo al quale mi aggrappo ogni giorno a Messa come a una scialuppa – riesco sgangheratamente a mantenermi quasi decentemente fedele al piccolo posto di combattimento che mi hai assegnato. Ti ringrazio anche per tutte le qualità che mi hai dato, per le munizioni da spendere in battaglia, e ti ringrazio per avermele date così bene impastate ai difetti che non posso guardare le une senza vedere gli altri. […]

Costanza Mariano

[…] Ti ringrazio, Dio, perché mi hai fatto vedere (più e più volte, dato che ho la testa dura) che quello che vuoi non è qualcuno che imponga la Legge, le regole, i valori. Ma che faccia amare quello che sta dietro quella Legge, quei valori e quelle regole, che poi il resto viene quasi da sé.

Ti ringrazio, Dio, perché mi hai fatto abbastanza sbagliato da capire cosa è giusto. Non perché io sia come loro, come quelli che non sbagliano mai, ma perché ho tentato di essere come loro e non mi è bastato. È una gran fatica essere giusti essendo sbagliati. Mi hai fatto voltare, e accorgere ancora una volta di come io sia. E di questo non ti ringrazierò mai abbastanza. Adesso il resto spetta a me, ma questa è un’altra storia.

Antonio Benvenuti

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