«Formigoni non si dimetta solo perché qualche stronzo di giornalista glielo chiede»

Pubblicato: 29 maggio 2012 in politics

“I rapporti o sono rapporti politici e quindi contano i voti o sono problemi di legge e dipendono dai magistrati che a oggi non si sono espressi con atti formali. Altrimenti sono questioni emozionali e la politica le dovrebbe limitare al massimo. Quando l’opinione politica si identifica con l’emotività dell’opinione pubblica i risultati non sono buoni”. 

«Si creerebbe un precedente allarmante. E questo per un semplice motivo. Secondo la legge regionale se si dimettesse si andrebbe a elezioni. Ma ci si rende conto (dico: i giornalisti si rendono conto) di che cosa accadrebbe? Il presidente di una Regione non è un parlamentare, è un’altra cosa. Se si dimette, andremmo incontro a cinque mesi di crisi».

Che fa, Bassetti, difende Formigoni? «Questo è quel che mi dicono, ma a me non interessa che tipo di costumino usava per fare i tuffi in mare. Io faccio un altro tipo di ragionamento e dico a quelli che chiedono le sue dimissioni: voi non volete un altro presidente, voi volete cinque mesi di crisi. Ma vi rendete conto? Il nostro è un paese pieno di grane, non si può mettere in crisi un’istituzione in base a del fumus o su un’opinione. Su queste cose bisogna iniziare a ragionare, uno non si può dimettere solo perché qualche stronzo di giornalista glielo chiede».

Intervista di TEMPI a Piero Bassetti, ex presidente Lombardo, ispiratore del Gruppo 51 di Pisapia.

«Mi dispiace, io non mi occupo di pettegolezzi». Risponde così l’editorialista del Corriere della Sera Piero Ostellino se gli si chiede di commentare le richieste di dimissioni che i giornali italiani, dal Corriere della Sera alla Repubblica, fanno a Roberto Formigoni, presidente di Regione Lombardia, sulla base di quanto uscito sulle sue vacanze. Poi però ci ripensa: «Nessuno deve dimettersi per quello che scrivono i giornali – afferma a tempi.it -. Chiaro? Nessuno, perché il diritto lo fanno i tribunali. Solo noi, siccome abbiamo dei giornali di merda, e lo scriva pure se crede, pensiamo che un politico si debba dimettere per quello che dice la carta stampata».
Nonostante Formigoni non sia indagato, i giornali continuano a chiedere le sue dimissioni perché, come scrive ad esempio oggi Curzio Maltese su Repubblica, ci sono «tante, troppe buone ragioni e tutte gravi» come «le vacanze nei resort di lusso, le crociere sullo yacht e gli aerei privati, i privilegi e i conti da sceicco». Ostellino tuona: «Ma stiamo scherzando? Un politico si deve dimettere solamente se viene condannato in via definitiva e non sulla base di pettegolezzi. Punto».
In una lettera aperta diffusa domenica scorsa, Formigoni distoglie l’attenzione dalla sua vita privata e insiste: «Piero Daccò ha o non ha tratto qualche indebito vantaggio da Regione Lombardia per il fatto di conoscermi? La mia risposta è NO ed è sempre stata NO». Ma i giornali continuano a pubblicare «atti coperti da segreto istruttorio e riguardanti interrogatori di persone detenute» per condannare la sua condotta privata e di conseguenza chiederne le dimissioni. Perché? Risponde Ostellino: «Perché abbiamo dei giornali di merda che pensano di fare il diritto. Lo scriva se crede».

Intervista di TEMPI a Piero Ostellino, editorialista del Corriere della Sera

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