Ultime conseguenze

Pubblicato: 26 luglio 2011 in philosophy
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«Prima di uscire dal l’orto botanico, prendemmo una solenne decisione che ci calmò, quella di guardare in faccia e fino alle loro ultime conseguenze, per quanto fosse in nostro potere, le informazioni dell’universo infelice e crudele del quale la filosofia dello scetticismo e del relativismo era l’unica luce. Non volevamo accettare nessuna maschera, nessuna adulazione dei grandi personaggi addormentati nella loro falsa sicurezza. L’epicureismo che proponevano era un’illusione, come pure il triste stoicismo, e l’ estetismo [ … ] Decidemmo perciò che ancora per un po’ di tempo avremmo dato fiducia all’ignoto; avremmo dato credito all’esistenza come a un’esperienza da fare, nella speranza che il nostro veemente appello avrebbe svelato il senso della vita, che nuovi valori si sarebbero rivelati tanto chiaramente che avremmo dato la nostra adesione totale, liberandoci dall’incubo di un mondo sinistro e inutile. Decidemmo che se questa esperienza non avesse funzionato la soluzione sarebbe stata il suicidio, prima che gli anni depositassero la loro polvere, prima che le nostre giovani forze venissero logorate. Volevamo morire per libero rifiuto se era impossibile vivere secondo la verità»

Raissa Maritain. Les grandes amitiés, Cap. m, DDB, 1949 (ed. it., I grandi amici, Vita e Pensiero, 1991)

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