Sindone

Pubblicato: 3 aprile 2010 in religion, science

E’ dal 1988, dalla famosa datazione al radiocarbonio, che l’interesse per la Sindone ha ricevuto un duro colpo. Quella datazione sembrava dimostrare in modo “scientifico” che la Sindone era un falso medievale.  Tutta la stampa mondiale aveva pubblicato la notizia con grande risalto, come se la sentenza di condanna fosse stata pronunciata una volta per tutte.

[…] Ma da allora sono passati vent’anni e gli studi sono proseguiti, le tecniche si sono raffinate, le documentazioni a favore dell’autenticità storica si sono moltiplicate.  La televisione nazionale inglese (BBC) ha trasmesso il 22 marzo di quest’anno un documentario in cui il direttore del Laboratorio del Radiocarbonio di Oxford ammette che quella operazione deve essere messa in discussione. Anche in Italia è stato trasmesso a Porta a Porta, questo documentario a cura di B. Vespa, il 24 marzo.  Oggi dunque si aprono nuove prospettive.

Si sono moltiplicate anche le pubblicazioni scientifiche sull’argomento.  L’origine dell’immagine è veramente misteriosa. Non è certamente un dipinto, perché non ci sono tracce di pigmenti, né organici, né inorganici. Inoltre l’immagine è stata prodotta dal contatto con un corpo tridimensionale, perché i punti dell’immagine hanno una diversa intensità luminosa in rapporto alla pressione esercitata dal lenzuolo sul corpo. Ci sono tracce di sangue umano, del gruppo AB, molto raro, allora, in Europa, ma molto diffuso in Palestina. Queste tracce di sangue umano confermano tutte le ferite raccontate nei Vangeli.

Anche la botanica ha dato il suo contributo, individuando sulla Sindone più di cinquanta pollini, la maggioranza dei quali proviene da piante palestinesi. E’ stata addirittura individuata la traccia di una o forse due monete romane dell’epoca di Ponzio Pilato, in prossimità delle palpebre, a conferma dell’uso antico di chiudere gli occhi del defunto con monete.
Ma la scoperta più interessante è che il processo di coagulo e di scioglimento della fibrina del sangue sindonico risulta interrotto dopo un periodo di 36 – 40 ore di contatto del corpo con il lenzuolo. Proprio il periodo di permanenza del corpo di Gesù nel sepolcro, secondo i racconti evangelici. Poi, secondo gli studi appena pubblicati del prof. Giulio Fanti, docente universitario di Padova, un lampo di luce ha irradiato sul tessuto un’immagine che la scienza ancora oggi non riesce non solo a riprodurre, ma neppure a spiegare. Infatti solo le fibrille superficiali del lino risultano colorate, un fenomeno che non ha paragoni in natura. Anche l’assenza di tracce di decomposizione e il contorno senza sbavature delle macchie di sangue è un fenomeno inspiegabile per la scienza allo stato attuale.

Marco Fasol, docente di Filosofia e sindonologo

OSTENSIONE DELLA SINDONE 2010

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