A che serve il lavoro?

Pubblicato: 16 ottobre 2009 in culture
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Nella nostra società l’idea che comunemente si ha del lavoro è di qualcosa che serve a fare i soldi. Il lavoro, al contrario, deve emergere come necessità di cambiare la realtà, di renderla più corrispondente a quelli che sono i bisogni dell’uomo, e anche occasione di cambiare sé. Infatti non si lavora veramente se non c’è un lavoro dentro il lavoro per approssimarsi, per avvicinarsi al Destino, cui è chiamato l’uomo attraverso la circostanza quotidiana. Da questo punto di vista non c’è reale differenza tra il lavare i piatti o fare il professore universitario perché ciò che definisce l’importanza di quello che si fa è la coscienza che si ha dello scopo.

[…]la difesa della capacità competitiva del nostro sistema economico, e quindi la capacità di produrre ricchezza, la capacità di creare sviluppo, di attivare occupazione passa attraverso questa diversa concezione del lavoro che vuole una riconquista della centralità dell’uomo.

[…]Educare al lavoro le nuove generazioni deve voler dire far capire che lavorare non è qualcosa a cui siamo costretti e chi è più furbo degli altri vince, ma al contrario deve essere concepito da ognuno come un contributo decisivo al bene del mondo.

Mario Mauro, ilSussidiario.it

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