Una proposta di legge contraddittoria

Pubblicato: 10 ottobre 2009 in culture, politics, religion

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Una proposta di legge in favore dell’omosessualismo (proposta C.1658 – “Reati commessi per finalità di discriminazione o di odio fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”) é attualmente in discussione presso la II Commissione permanente della Camera, competente per la Giustizia. La discussione alla Camera è prevista per il prossimo 12 Ottobre.Questa proposta si qualifica per la sua contraddittorietà:

1° contraddizione:

la presidente della Commissione, l’on. avvocato Giulia Bongiorno, ha nominato, contro la consuetudine parlamentare, Relatrice del Progetto di legge una deputata dell’opposizione di Sinistra, l’on. Anna Paola Concia, che ha dichiarato: “E’ la prima volta, in questa Legislatura, che viene affidato l’incarico di Relatrice a una deputata dell’opposizione e, per di più, unica lesbica ‘libera’ di questo Parlamento” (“l’Unità on line”, 25-10-2008).

2° contraddizione:

nella sua relazione, l’on. Concia afferma, nel primo periodo del paragrafo 1 della pdl C.1568, che “fulcro sostanziale” della proposta è la “nozione di omofobia”, termine inventato da uno psicologo nel 1971 ed oggi adottato dal Parlamento Europeo. Nella relazione si precisa, nel quinto capoverso del paragrafo 2, che il “dato che si trova alla base dell’omofobia” sarebbe “l’ignoranza del diverso da sé che si traduce in paura”.

Al contrario, la più elementare etimologia ci dice che il termine “omofobia” è composto da due parole greche: ϕóβος (fobos, paura) ed ομóς (omos, uguale, comune, identico), e quindi significa “paura di ciò che è eguale a sé”, mentre invece il significato “paura del diverso” esige la combinazione di ϕóβος (paura) ed ετερος (eteros, diverso), così come omogeneo vuol dire dello stesso tipo ed eterogeneo di tipo diverso. Ad esempio, per indicare l’avversione allo straniero si è correttamente coniato il termine xenofobia, unendo a ϕóβος la parola ξενος (xenos, estraneo, straniero).

3° contraddizione:

per captare l’altrui benevolenza, l’on. Concia richiama più volte nel testo della sua relazione la necessità di punire i delitti commessi nei confronti delle persone omosessuali nonché l’istigazione a commettere quei medesimi delitti. Il nostro ordinamento già prevede la punizione del delitto di ingiuria o di violenza contro la persona o i beni perpetrato nei confronti di terzi, sia l’istigazione a compiere uno specifico delitto, nonché le aggravanti previste per motivi futili o abietti.

Ma la proposta di legge mira, come si evince dal primo capoverso del paragrafo 4, ad estendere la punizione a non meglio precisati “discorsi intrisi d’odio“, distinti (“e“), si badi bene, dalle “istigazioni alla discriminazione, dileggio, violenza verbale, psicologica e fisica, persecuzioni e omicidio”.

4° contraddizione:

a proposito della così mal detta “omofobia” viene riportata nel secondo capoverso del paragrafo 1 della relazione la definizione del Parlamento Europeo che la qualifica come “una paura e una avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità (…) basata sul pregiudizio“.

Da questa definizione e da quella ricordata sopra ne dovrebbe conseguire che un giudizio di condanna dell’omosessualità in sé e delle conseguenze sociali che possono avere la sua propaganda come modello per i giovani nel mondo mediatico, giudizio che non sia a priori come il pregiudizio, né irrazionale e non motivato, ma che nasca da una seria e meditata analisi storica e filosofica, sociologica ed antropologica, dovrebbe essere del tutto lecito.

Al contrario l’on. Concia esprime nel tredicesimo capoverso del paragrafo 5, con la determinazione evidenziata nel carattere corsivo di queste frasi nel testo, la sua ferma volontà che, con l’approvazione della proposta di legge C.1568, comunque ed in qualsiasi forma, sia proibito criticare qualsiasi “orientamento sessuale. Voglio che non lo si possa giudicare e condannare (…) senza che questo venga considerato un reato dallo Stato“.

5° contraddizione:

L’on. Concia, all’inizio della sua relazione, evoca il dovere, “dobbiamo“, di avere “a cuore solo ed esclusivamente il ‘bene comune‘ (…) per partecipare alla costruzione del bene comune” Tuttavia precisa, con la determinazione che si evince nel testo con la frase scritta a tutte maiuscole: “A PRESCINDERE DAL PROPRIO ORIENTAMENTO SESSUALE”.

Come è possibile la “costruzione del bene comune” senza un giudizio razionale e meditato su ciò che è bene e ciò che è male in tutto ciò che riguarda le relazioni sociali, ossia i rapporti fra i cittadini?
Il sadomasochismo o l’incesto sono orientamenti sessuali positivi o negativi per la costruzione del bene comune? Occorre proibirli o porvi dei limiti o lasciarli del tutto liberi?

6° contraddizione:

L’on. Concia, nel reclamare dure sanzioni penali contro chi critica l’omosessualismo, ricorda, nel settimo ed ottavo capoverso del paragrafo 5, che, data l’importanza che hanno per la formazione degli individui i “messaggi del mondo circostante (la società, la scuola, lo Stato), è sui messaggi che da essi provengono che dobbiamo lavorare. Il primo passo è quello dello Stato che assume una funzione pedagogica, che passa attraverso le leggi”.

Al contrario lo schieramento cui appartiene l’on. Concia non vuole che la funzione pedagogica della sanzione penale venga applicata per ridurre il dramma dell’aborto o per ridurre il dramma dell’uso di droga, anzi nega che esista una funzione pedagogica della sanzione penale.

7° contraddizione:

all’inizio della sua relazione, l’on. Concia loda, rivolgendosi ai “cari colleghi della maggioranza, il vostro nome, Partito ‘delle’ libertà”.
Al contrario, nel primo capoverso del paragrafo 4, si unisce alla denuncia del Parlamento Europeo contro chi vuole ostacolare la diffusione dell’omosessualismo in nome di “libertà religiosa e diritto all’obiezione di coscienza”.

8° ed ultima contraddizione:

L’on. Concia termina la sua relazione facendo appello, nel terzo e nel quattordicesimo capoverso del paragrafo 5, ai Cattolici.
Al contrario ella tace che, diventando Legge, la proposta C 1658 impedirebbe ai Cattolici di professare l’immutabile condanna della pratica e della propaganda dell’omosessualismo sanzionata dalle Sacre Scritture e dal Magistero di Santa Romana Chiesa.

lepantoinforma

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commenti
  1. Hayal'el ha detto:

    Ho trovato molto interessante questo articolo: contiene un’analisi approfondita che non tutti sono in grado di fare.

    Se non è di disturbo vorrei riprenderlo nel mi spazio web, inserendo opportuno link.

    P.S. Ho dato un’occhiata al resto del sito e mi è piaciuto perciò ho aggiunto SNG al mio elenco di links.

  2. Jessica-online ha detto:

    molto interessante, grazie

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