Regime di ilarità

Pubblicato: 28 settembre 2009 in culture

L’attuale spirito di derisione testimonia il rifiuto di ogni forma di trascendenza. È come se la bellezza, l’esigenza, la grandezza fossero un’insulto all’eguaglianza, ma in questo modo il riso chiude la parentesi dell’umorismo e torna alle sue origini barbariche.

Il riso è, si, proprio dell’uomo, ma il barbaro , come l’uomo contemporaneo, ride delle differenze, delle difformità, di tutto ciò che lo allontana dalle sue certezze. È come se desse la caccia alla grandezza e vendicasse la mediocrità dell’affronto che la superiorità le infligge.

Finkielkraut

Noi siamo soggetti a un regime di ilarità permanente, che si avvolge negli orpelli dell’umorismo, mentre lo sta uccidendo. L’impostura consiste nel presentare come resistenza al potere politico l’espressione di un potere ben più forte com’è quello dell’opinione, privo di limiti e di contropotere.

Tant’è che di tutto si può ridere tranne di quelli che fanno ridere, i quali, se vengono criticati, gridano alla censura

Roland Barthes

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