Dio ci ha donato Andrea e ha compiuto il suo desiderio piu’ vero

Pubblicato: 30 giugno 2009 in people, religion
Egr. Direttore,
La ringrazio per l’opportunità che offre a me e alla mia famiglia di ringraziare tutti coloro che ci hanno testimoniato umana vicinanza, in questo momento di dolore indicibile e ineliminabile, per la separazione dal nostro amatissimo ultimo figlio Andrea.
E’ infatti per noi impossibile raggiungere ognuno personalmente, come desidereremmo.
In questi giorni, misteriosamente segnati per noi non solo dal dolore, ma anche da una infinita dolcezza, non siamo mai stati soli: nè di giorno nè di notte, in ospedale prima, a casa poi. Abbiamo percepito di appartenere a un popolo, che vive nel nostro Paese, che ancora riconosce il Mistero di cui è fatta la vita di ogni persona, che «sente» irragionevole considerare la morte come la fine di tutto e percepisce la decisività per la vita della presenza di Dio.
E’ stato così più facile per noi, credere alle parole che don Julian Carron ci ha detto nell’omelia: «Non guarderemmo adesso veramente Andrea, se non guardassimo alla totalità della sua vita. E quale è la totalità della sua vita? Non c’è un Andrea che non sia Andrea battezzato e cresimato cioè, un Andrea che è stato legato, per sempre, a Cristo! Non c’è, non c’è un’altra modalità , non c’è un’altra realtà , non c’è un’altra storia, non c’è un altro mondo, non c’è un’altra cosa che può far fuori il fatto che Cristo è risorto. Possiamo sentirlo vicino o lontano, possiamo far prevalere adesso il dolore e lo sconforto, ma la nostra fede non è un sentimento, la nostra fede è una conoscenza nuova».
In questi giorni stiamo scoprendo un Andrea sconosciuto, con un desiderio infinito, una passione per le cose e le persone sorprendenti per un bambino della sua età . Sono arrivate persone che l’avevano conosciuto, magari per poche ore o giorni.
Così, anche noi abbiamo dovuto riconoscere (ri-conoscere) il fatto: Cristo l’ha afferrato per compiere il desiderio più segreto, più nascosto del suo cuore, il misterioso cuore del nostro amatissimo Andrea, che certamente riabbracceremo, anche se non sappiamo quando.
Non è vero che «Dio dà e Dio toglie», Dio ci ha donato Andrea e ha poi compiuto il suo desiderio più vero, ciò che abbiamo visto e udito in questi giorni lo dimostra.
Per questo vogliamo ringraziare tutti.

Felice e Daniela, Federica, Chiara e Pietro Achilli

Lettera al Giornale di Merate del 30 giugno 2009

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